Chi decide il colore del nostro tempo
- versoilviolaludovi
- 5 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 7 nov 2025
Quando il colore non è solo tendenza ma linguaggio: come le scelte cromatiche orientano desideri, percezioni e strategie di brand.
Ogni dicembre il mondo creativo trattiene il fiato: arriva l’annuncio del Pantone Color of the Year. Non è solo una questione estetica, è una fotografia culturale. Quel colore racconta chi siamo, cosa desideriamo, e dove stiamo andando. Ma questa volta, la corsa al “colore dell’anno” sembra essersi giocata in anticipo. Già a settembre, con l’uscita del nuovo iPhone 17 Pro Cosmic Orange, la discussione si è accesa: è Apple ad aver scelto il colore del 2026?
Quando il colore diventa contenuto

“Comprerò l’iPhone 17 Pro solo perché è arancione.”
Lo dice, senza esitazioni, su Tom’s Guide, Tammy Rogers.
Una frase che racconta più di qualsiasi analisi di mercato. Il colore, da solo, riesce a spostare la volontà d’acquisto più delle schede tecniche. E ammettiamolo: anche noi ci siamo cascati. "Non ho mai avuto nulla di arancione, eppure ci sto pensando." dice la vocina nella nostra testa.
C’è chi parla di “operazione di marketing”, chi di “shock visivo”. Per CNET, Apple “pensa che l’arancione sia il nuovo nero”. E forse ha ragione: oggi il colore non veste un prodotto, lo definisce. Il Cosmic Orange è un colpo di scena studiato per le vetrine, i feed, i creator. Un colore che non chiede discrezione: chiede attenzione. Apple non l’ha solo scelto, l’ha trasformato in conversazione.
Apple o Pantone? Due modi di vedere lo stesso mondo
È Apple ad aver deciso il colore dell’anno o sarà Pantone, come da tradizione? Dipende da chi risponde.
Per i tecnici, i designer, gli esperti del colore, la risposta è chiara: Pantone. È la bussola cromatica del mondo, la scienza che codifica le emozioni in numeri e formule. Ma per i curiosi, i creativi, gli appassionati, la risposta è già cambiata: Apple. Perché è nel suo linguaggio visivo che il colore prende vita. Il Cosmic Orange non nasce da un laboratorio, ma da un desiderio collettivo:quello di distinguersi, farsi notare, sentire che qualcosa sta cambiando.
Due mondi diversi, due velocità: Pantone interpreta i segnali. Apple li anticipa. E nel mezzo ci siamo noi, che proviamo a capire dove nasce davvero il colore del nostro tempo.
In attesa del Pantone 2026
Mentre Apple accende gli schermi, Pantone prepara la sua sfumatura dell’anno.
"L'armonia infonde una sensazione di serenità, ispirando uno stato positivo di pace, calma ed equilibrio interiori e ci fa sentire in sintonia con il mondo che ci circonda." Laurie Pressman Vice-présidente Pantone Color Institut

Nel 2025 è stato il turno di Mocha Mousse, un marrone caldo, morbido, quasi terapeutico:un invito a rallentare, a tornare alla sostanza, a vivere con autenticità.
Ora gli osservatori parlano di toni polverosi e leggeri, ispirati al bisogno di spazio
mentale e calma visiva. Tra i candidati più citati dai trend forecaster:
Soft Mist Blue: un azzurro rarefatto che sa di respiro e leggerezza.
Oat Milk: un neutro cremoso e accogliente.
Warm Terracotta Red: il colore del radicamento e della materia.
Smoky Sage: un verde botanico e consapevole.
Forse il 2026 sarà un anno di passaggi più che di rivoluzioni. Di sfumature, più che di contrasti.
Verso il viola riflette
Nel mondo della comunicazione il colore non è mai solo una scelta estetica: è una strategia. Per noi di Verso il Viola, il colore è un linguaggio che traduce emozioni, valori e intenzioni in segni concreti.
Il viola, in particolare, rappresenta il punto d’incontro tra intuizione e metodo, tra creatività e analisi. È il colore della trasformazione, quella che ogni brand attraversa quando sceglie di raccontarsi in modo autentico.
Non ci identifichiamo solo in una sfumatura, ma in un processo: andare verso qualcosa, cercare il senso profondo del segno. Forse, un giorno, il colore non servirà più. Basterà il nome: Verso il Viola .Un punto di arrivo, ma anche un invito al movimento continuo.
con Affetto ViV



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